Il Walty delle meraviglie

Categoria: Nuove Frontiere Creato: Martedì, 02 Gennaio 2018 10:16

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (World Health Organization) attraverso i suoi studi, ha affermato che nel prossimo futuro circa 1 miliardo di persone non avranno accesso a fonti di acqua potabile e ben 33 nazioni dovranno far fronte a gravi problemi di approvvigionamento idrico. Inoltre, sempre dagli stessi studi, risulta che 2 miliardi di persone saranno escluse dall’accesso alla rete elettrica, mentre ben 5 miliardi non avranno accesso alle connessioni Internet.

Sempre in base allo stesso dossier, la World Health Organization, fornisce altri dati non proprio rassicuranti in merito alla distribuzione e accessibilità ai beni primari. Da questi dati risulta che pur essendo la superficie terrestre ricoperta per il 70% d’acqua, il 97% di questa è salata, quindi non potabile, del restante 3%, il 2% circa è congelata nei ghiacci dei poli e solo l’1% è dolce e quindi potabile. Ma la cosa grave, denunciata dal World Health Organization, è che di questa residuale percentuale, circa il 70% subisce contaminazioni di vario tipo che la rendono non potabile o addirittura pericolosa per la salute umana.
Gran parte della popolazione del pianeta non ha accesso all’elettricità attraverso la sua produzione con fonti rinnovabili e quindi pulite, finendo per utilizzare sostanze nocive e contaminanti per l’atmosfera. Inoltre, come già detto, la stragrande maggioranza della popolazione non accede alla rete delle reti, restando tagliata fuori dal progresso, dalla comunicazione, in parole povere dal futuro.

 

walty

Dalla considerazione di questi tre dati forniti dalla World Health Organization, è nato il progetto avveniristico di Marco Attisani, un italiano alla guida di un team di 35 ingegneri, dal nome WALTY.
Walty è una macchina lunga circa 35 metri, dallo straordinario peso di circa 10 tonnellate, modulare nel senso che diverse di queste possono essere collegate tra di loro formando una vera e propria rete. Questa macchina ha un costo molto elevato si parla di 2 o 3 milioni di euro in base alla configurazione e servono circa nove mesi per la sua realizzazione, mentre l’istallazione può avvenire in soli cinque giorni.
Ma a cosa serve Walty e perché sembra essere così eccezionale?
Walty è una macchina in grado di desalinizzare e purificare l’acqua da qualunque inquinante, realizzando un sistema validissimo per fornire acqua potabile a tutte quelle popolazioni che non possono averne accesso, soprattutto nei paesi dell’Africa centrale. Questa macchina nel realizzare questa purificazione, riesce a produrre elettricità e conseguentemente a fornire connessione Internet, esattamente i tre elementi sottolineati dalla World Health Organization come punti di criticità elevata. La macchina sfrutta un principio fisico chiamato distillazione a compressione di vapore che, è considerata oggi, una delle tecnologie più efficaci per la potabilizzazione e desalinizzazione delle acque. Il modulo si alimenta di energia solare attraverso pannelli fotovoltaici, non richiedendo alcun tipo di carburante fossile e riesce efficacemente a purificare l’acqua da qualunque tipo di contaminazione fisica, chimica e batteriologica.

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Walty desalinizza l’acqua oceanica, elimina tutti i batteri patogeni e i microorganismi in essa presenti, parassiti, funghi, rimuove sostanze inorganiche e veleni come arsenico, piombo, mercurio, benzene, cloro ed altre sostanze ritenute le principali responsabili del suo inquinamento. Riesce anche a purificare l’acqua con presenza di radioattività. L’acqua così prodotta è distillata e debolmente mineralizzata, le cui proprietà possono essere modificate in base alle esigenze del paese di installazione.
Il processo di purificazione in una giornata riesce a produrre circa 10.000 litri di acqua potabile e in questo processo riesce anche a generare circa 100 kW di elettricità. Si configura in questo modo come una sorta di batteria off-grid capace di immettere sulla rete l’energia prodotta quasi fosse un avere propria centrale elettrica. Aumentando il numero dei moduli aumenta la quantità di energia distribuibile. Grazie a questa energia, Walty, è anche in grado di generare un hub per la trasmissione del segnale Internet fornendo anche connettività alle popolazioni che usufruiscono del suo sistema.
Il progetto Walty, nato dalla visione di Attisani, grazie al contributo dell’ingegnere termo dinamico Stefano Buiani, è diventato quello che da molte parti è stato riconosciuto come un’innovazione di grande portata raccogliendo da subito consensi e riconoscimenti come il Premio Marzotto e il Search On Media Group al Web Marketing Festival di Rimini. Inoltre, il progetto è stato finanziato con ben 2 milioni di euro da Horizon 2020 ed è stato inserito nel programma dell’European Space Agency.

 

 

 

Immagini da finallygoodnews.net eatdrinkbetter.com

 

 

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L'Autore

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I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato con Lattes Editori e il Prof. Arduino alla stesura dell’ultima edizione del libro di tecnologia TecnoMedia Plus.